Dopo la Manifestazione #500NO

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Roma, 11 gennaio 2014

Non 500 ma almeno 800 i“no” che questa mattina hanno riempito la piazza del Pantheon per chiedere al Governo un’inversione di rotta coraggiosa per il lavoro nella cultura.

“Se il ministro Bray è davvero dalla parte dei professionisti che hanno manifestato stamattina al Pantheon deve garantirne il riconoscimento, un nuovo concorso pubblico e la riformulazione integrale del bando: da finta formazione a buona occupazione” così Salvo Barrano,presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi promotrice della manifestazione commenta il tweet con cui il ministro Bray ha sostenuto la manifestazione:

“Condivido la protesta dei professionisti della cultura per i blocchi alle assunzioni e mi impegno a portare le loro ragioni al Governo”

Non è facile trasformare i miti professionisti della cultura in manifestanti arrabbiati ma” – afferma Marco Carassi di ANAI  “questa classe politica ci è riuscita: nella Firenze del’400 avrebbe impedito il Rinascimento!”

Sono paradigma dei ritardi della politica per il settore i restauratori italiani, gli unici già riconosciuti ma che come ribadisce Andrea Cipriani di La ragione del restauro attendono “avvio della procedura di selezione dei restauratori”.

È finito il tempo del meglioche niente. La nostra unità è specchio di una presa di coscienza: siamo un soggetto politico” Angelo Restaino di Archivisti in Movimento.

I professionisti e i lavoratori della cultura devono contribuire da protagonisti alla definizione delle politiche culturali” spiega Ilenia Caleo del Teatro Valle Occupato

Inutile illudersi che con 500tirocinanti risolviamo i problemi del Ministero. Chiediamo la sospensione del bando, la revisione del decreto Valore Cultura e nuove vere assunzioni” afferma Ferruccio Ferruzzi per Uil Beni Culturali, tornando sul bando che secondo Davide Imola della CGIL “non propone una soluzione strutturale ma è esemplare del tirare a campare“.

Puntualizza così sugli archeologi Alessandro Pintucci, presidente della Confederazione Italiana Archeologi  “Il 50% degli archeologi ha una formazione post lauream, il 28% ha frequentato almeno un master, eppure per il Mibact queste persone non hanno bisogno di un lavoro ma di un ulteriore anno di formazione nella forma di un tirocinio pagato in tutto 5000 euro”.

Lo sottolinea anche Beatrice Mastrorilli, storica dell’arte intervenuta congiuntamente per SAU e Storici dell’Arte in Movimento: “Vogliamo retribuzione e tutele previdenziali adeguate non tirocini!

manifestazione 11 gennaio cultura

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